testata Liutai

Durante il festival accoglieremo liutai, i loro strumenti e le loro storie

Alcuni dei liutai che parteciperanno

Mi interesso di liuteria dal 1997 anno in cui mi sono iscritto alla “Civica Scuola di Liuteria di Milano” e nella quale mi sono diplomato come operatore liutario sotto la guida dei maestri Lorenzo Lippi e Tiziano Rizzi.
Nel 2013 mi è stato riconosciuto il marchio di “Eccellenza Artigiana”, riconoscimento rilasciato dalla Regione Piemonte per l’artigianato artistico di qualità.
In questi ultimi tre anni ho avuto modo di lavorare su molti contrabbassi, sia per musicisti classici che per jazzisti.
Recentemente, affascinato dalle loro belle curve e dal suono così particolare, sto lavorando alla costruzione di alcune chitarre “manouche” su modello Selmer.

Marco La Manna è un liutaio diplomato alla Scuola civica di liuteria di Milano.
Dopo le scuole superiori ( Liceo Artistico, Cosnervatorio G.Verdi Milano) ha conseguito il diploma di “Maestro in Arti Liutarie” alla Civica Scuola di Liuteria di Milano, corso quadriennale, sotto la guida dei Maestri: Tiziano Rizzi, Lorenzo Lippi, Federico Gabrielli, Silvia Zanchi, Aldo Illotta, Claudio Canevari, Gabriele Negri, Simone Colombo.
Specializzato nella costruzione di chitarre jazz manouche, classiche ed acustiche.
Restauro e manutenzione strumenti moderni e/o antichi a corda pizzicata.
Attualmente vive e lavora in provincia di Cremona, patria della liuteria italiana, dove si trova il suo laboratorio allestito all’interno di un antico molino ad acqua. 

Mi chiamo Mauro Freschi e vivo e lavoro a Spresiano, un piccolo paese vicino a Venezia e Treviso. Costruisco chitarre dal 2003 grazie alla passione per la musica e per questo strumento che suono dal 1995. Ho studiato col Maestro Mario Novelli prima, lavorando per un breve periodo per lui, e con l’aiuto del Maestro Robert Benedetto poi.

Oltre al fatto di portare in vita qualcosa di apparentemente morto (il legno), credo che la cosa più bella nel costruire uno strumento sia il fatto che uso differenti tipi di legno, provenienti da tutto il mondo, ogniuno con le proprie caratteristiche sonore ed estetiche. E’ come unire differenti popoli, con diversi colori e linguaggi, ed unirli per parlare la stessa lingua, il linguaggio della musica.

Si avvicina alle chitarre manouche 10 anni fa circa in occasione di una manifestazione fieristica cremonese in cui ebbe l’opportunità di incontrare il liutaio Sandro Maccaferri, nipote del grande Mario Maccaferri che in Francia, con la collaborazione della ditta Selmer, costruiva le famose chitarre usate da Django Reinhardt. Sandro Maccaferri, rimasto entusiasta delle chitarre costruite da Bariselli, non solo dichiarò che fossero le più simili a quelle fabbricate da suo zio, volle anche fare visita al laboratorio di Bariselli e lasciare in regalo il Progetto Maccaferri.

Dopo anni di esperienza nell’uso della chitarra gipsy amplificata e grazie alla collaborazione con gli ingegneri dell’Audio Design (ditta che da anni produce impianti di amplificazione professionali), siamo riusciti ad ottenere un prodotto che a differenza di altri riesce a mantenere il tipico suono di questo strumento tale da non virare verso il suono della chitarra folk. Questa linea di amplificatori è molto interessante anche per la possibilità di poter suonare dal vivo senza l’ausilio della corrente elettrica (amplificatore a batterie).